Home | GuestbookPubblica il tuo messaggio | Giulio's Files | Faq
 

Giulio Tremonti


 IMPORTANTE!
Vi preghiamo di confermare i messaggi inviati cliccando sul link contenuto nell'email che viene inviata all'indirizzo da voi inserito durante la compilazione del modulo. In caso contrario essi non verranno automaticamente pubblicati. Grazie.

Messaggi degli ultimi sei mesi, pubblicati in ordine cronologico dal più recente.
Usa il motore di ricerca per filtrare i messaggi in base ad altri criteri (testo libero, periodo, ordine).
Per pubblicare un nuovo messaggio, clicca qui.  
Cerca: Periodo: Ordina:
Messaggi trovati: 8 - Pagine: 1
da: LUCIANO EUPIZI (FRANCAVILLA AL MARE-CH)
data: 13/12/2011 10.44.14
DA TREMONTI A UN MONTI

Mario... Monti (in sella) – Elsa...For (stop al lavoro)...nero (ovvero: da Tre-monti a un Monti per azzerare il debito pubblico in quattro anni!!!)

Due matti, un uomo e una donna, convinti di essere uno, il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, l'altra, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, si fanno chiamare rispettivamente Mario e Elsa. Si incontrano nel cortile della Casa di cura che da qualche tempo li ospita.
"Ciao, Mario, dove stai andando?”
“Non te lo immagini, Elsa”, questa notte ho avuto una intuizione illuminante: penso di aver risolto il problema del debito pubblico e sto recandomi a palazzo Chigi per preparare un disegno di legge, su cui naturalmente proporrò al governo di chiedere la fiducia... “
“Ma, Mario" lo interrompe Elsa preoccupata, “Vuoi proprio far perdere la pazienza a Gianfranco?”
“No, Elsa, questa volta vedrai, capirà. La questione è molto seria e urgente: sono preoccupato per come stanno andando le cose...ho deciso di accollarmi per intero la soluzione del debito pubblico nazionale”.
“Mario, fermati,” replica perplessa Elsa, “So che non ti mancano le risorse, ma come pensi di risolvere un problema finanziario così pesante che non accenna a diminuire, anzi...”
“Sono matto Elsa, ma non sono mica scemo! Il problema del debito pubblico, è proprio questo. Andiamo per ordine: lo Stato continua a indebitarsi fin sopra la testa, sfornando tramite la Banca d'Italia miliardi di euro in banconote messe in circolazione a beneficio del mercato per nuovi beni e servizi prodotti, a fronte di antrettanti titoli di Stato che milioni di risparmiatori, da sempre considerano ancora ….uno degli investimenti meno a rischio. Così il debito pubblico può solo aumentare!”.
“Scusa Mario, se ti interrompo. Stai forse dicendomi che sarebbe meglio porre dei limiti alla circolazione monetaria?”
“Non proprio, Elsa. I limiti andrebbero posti non tanto alla circolazione monetaria, ma alla sua velocità di circolazione e di scambio. Si stima che l'evasione fiscale solo in Italia si aggiri sui 250/300 miliardi per traffici illegali e lavoro nero. Eppure questa massa enorme sottratta allo Stato, insieme a tutto quanto gira attorno all'economia sommersa, produce comunque utilità anche se illegale e rientra in quei 3.100 miliardi di euro della produzione, che rappresentano la base dei conteggi del PIL nazionale e pro-capite. La realtà, purtroppo, è che la maggior parte di quelle attività illecite, sono trattate esclusivamente per contanti o con transazioni illegali che si avvalgono di Società fantasma o paradisi fiscali e la velocità di circolazione della moneta è molto alta, proprio come l'evasione fiscale...ma perché mi guardi così, Elsa? Pensi che stia diventando matto?"
"No, risponde Elsa sorridendo, "sappiamo benissimo che ormai è giunto il momento di percorrere qualche altra strada e forse rivedere alcune teorie sulla macro-economia ma..., se mi consenti, torno alla domanda di poco fa alla quale non mi pare tu abbia risposto. Come pensi di limitare la circolazione monetaria? Eliminando forse il contanti?”.
"Vedo che ci intendiamo al volo, Elsa! Se il contanti è la linfa che alimenta l'evasione fiscale, la sua limitazione consentirebbe due eventi importantissimi. Il primo, combattere e abbattere l'evasione fiscale. Il secondo, di dimensioni ancora più importanti, evitare l'indebitamento dello Stato. In altre parole, e soprattutto noi, Elsa, lo sappiamo da sempre, se lo Stato emettesse direttamente le banconote o la Banca d'Italia gliele cedesse a costi tipografici, pressoché nulli, lo Stato non si indebiterebbe ricorrendo in continuazione all'emissione di Bot, Cct, Btp ecc. Che ne pensi?"
"Non lo so, Mario, ci devo pensare. Ma come pensi di impedire alle banconote in circolazione di passare da una mano all'altra per decine, forse per centinaia di volte evadendo il fisco, per chiudere transazioni illecite in nero: truffe, ricatti, estorsioni, tangenti, droga, contrabbando, prostituzione ecc.?"
"Con una riforma fiscale rivoluzionaria, Elsa, apri bene le orecchie: costituzione di un super sostituto d'imposta che operi le ritenute alla fonte in proporzione delle rispettive capacità contributive di ogni singolo contribuente, nel momento stesso in cui utilizza e movimenta le proprie risorse finanziarie”.
"Cosa..." grida Elsa, incredula, “ ma stai scherzando? Sei proprio fuori di testa!”
"Niente affatto, Elsa. Ti faccio un esempio molto chiaro. Prendi lo stipendio di un impiegato, di un operaio o di un pensionato. Tutti e tre sono soggetti a ritenuta alla fonte, tramite sostituto d'imposta e l'evasione fiscale è uguale a zero. Mi sono quindi chiesto: se lo strumento per impedire l'evasione fiscale è il sostituto d'imposta, allora, se ognuno noi venisse considerato virtualmente dipendente del Fisco, per la parte di reddito di cui ogni volta e in qualunque modo ne determina la disponibilità attraverso la tracciabilità tramite le banche, uffici postali, o altri enti aventi veste di sostituti, questi ultimi opererebbero la ritenuta alla fonte sulle somme movimentate versandola al Fisco, proprio come avviene da parte dei datori di lavoro, per i possessori di reddito fisso.”
“Ma Mario”, replica Elsa: “così ti stai schierando con coloro che sostengono da anni la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie”.
“Molto di più, Elsa. Dopo gli ultimi avvenimenti, le tante promesse non mantenute, qualche...problemino personale... che entrambi ci portiamo dietro in quanto a conflitti di interesse, dobbiamo agire d'anticipo per riappropiarci della credibilità e del consenso dei nostri sostenitori facendo una riforma fiscale che consentirà di ridurre le tasse del 50 % e stroncare l'evasione fiscale. Con il vantaggio però di raddoppiare le entrate fiscali e soprattutto cogliere l'obiettivo di realizzare una vera giustizia fiscale. Comunque, Elsa, maggiori dettagli, te li fornirò nei prossimi giorni. Ma adesso scusami, devo proprio andare."
“ Certo Mario, ti lascio andare, ma prima toglimi un'ultima curiosità. Spiegami dove trovare le risorse per sanare i circa 1.900 miliardi di euro del debito pubblico? Non penserai mica di risolvere il problema penalizzando la sanità, la ricerca, l'innovazione, le fonti di energia alternativa o contare magari sulla riduzione degli sprechi nella amministrazione pubblica? Certamente, non credo, vorrai mettere di nuovo le mani nelle tasche degli italiani....?
“Assolutamente no, Elsa. Sugli sprechi c'è già stato un nostro ex-collega un po' piu basso di noi, che stava cercando di affrontare il problema. Per quanto riguarda le tasse non verranno aumentate perchè con l'istituzione del sostituto unico d'imposta per tutti i contribuenti, raddoppieranno le entrate tributarie dello Stato, proprio perché agiranno su tutta la massa monetaria circolante.
Veniamo al debito publico. Se al prodotto interno lordo si aggiungono i costi dei consumi intermedi, che l'attività produttiva deve sostenere per acquistare beni e servizi, da consumare o trasformare nei processi produttivi, si risale al costo totale della produzione, che, come ti dicevo prima è di circa 3.100 miliardi di euro. Inoltre, se al valore della produzione aggiungiamo i risparmi custoditi nelle banche, delle famiglie italiane e dalle società finanziare e non, per circa 800 miliardi di euro, più i 100 miliardi circa di banconote immesse in circolazione dalla Banca d'Italia, fanno 4.000 miliardi di euro.
Se a tutta questa massa monetaria volessimo applicare la metà della attuale pressione fiscale, il 20% su 4.000 miliardi produrrebbe un gettito di circa 800 miliardi, più del doppio delle attuali entrate tributarie, che mi dicevi essere di circa 380 miliardi. Volendo destinare, pertanto, solo la metà di questo enorme gettito alla cancellazione del debito pubblico, in poco più di quattro anni, il problema sarebbe risolto. Senza contare che i restanti 400 miliardi potrebbero essere investiti per la ricerca, il sociale, le infrastrutture, la riduzione di tasse per le categorie più deboli, sgravi fiscali per piccole, medie e grandi aziende che assumono giovani, precari e disoccupati. Altre domande, Elsa?"
"Si, Mario, l'ultima. Come pensi di convincere la BCE, la Merkel, Sarkozy e gli altri partners europei?"
"Non è compito mio, Elsa. Sei tu il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali . Con Bossi me la vedo io. Vai, tranquilla. Se proprio ti dovessero dare della matta, puoi sempre dare la colpa a me. Ti saluto.

Luciano Eupizi -Francavilla al mare, (CH), 16/11/2011
email: onaicul@interfree.it tel:328/8352718
da: LUCIANO EUPIZI (FRANCAVILLA AL MARE)
data: 25/10/2011 11.34.22
SOSTITUTO UNICO D'IMPOSTA ANTIEVASIONE PER TUTTI!

Due matti, convinti di essere uno, il presidente del Consiglio dei ministri, l'altro, il ministro dell'economia, si fanno chiamare rispettivamente Silvio e Giulio. Si incontrano nel cortile della Casa di cura che da qualche tempo li ospita.
"Ciao, Silvio, dove stai andando?”
“Non te lo immagini, Giulio”, questa notte ho avuto una intuizione illuminante: penso di aver risolto il problema del debito pubblico e sto recandomi a palazzo Chigi per preparare un disegno di legge, su cui naturalmente proporrò al governo di chiedere la fiducia... “
“Ma, Silvio" lo interrompe Giulio preoccupato, “Vuoi proprio far perdere la pazienza a Gianfranco?”
“No, Giulio, questa volta vedrai, capirà. La questione è molto seria e urgente: sono preoccupato per come stanno andando le cose...ho deciso di accollarmi per intero la soluzione del debito pubblico nazionale”.
“Silvio, fermati,” replica perplesso Giulio, “So che non ti mancano le risorse, ma come pensi di risolvere un problema finanziario così pesante che non accenna a diminuire, anzi...”
“Sono matto Giulio, ma non sono mica scemo! Il problema del debito pubblico, è proprio questo. Andiamo per ordine: lo Stato continua a indebitarsi fin sopra la testa, sfornando tramite la Banca d'Italia miliardi di euro in banconote messe in circolazione a beneficio del mercato per nuovi beni e servizi prodotti, a fronte di antrettanti titoli di Stato che milioni di risparmiatori, da sempre considerano ancora ….uno degli investimenti meno a rischio. Così il debito pubblico può solo aumentare!”.
“Scusa Silvio, se ti interrompo. Stai forse dicendomi che sarebbe meglio porre dei limiti alla circolazione monetaria?”
“Non proprio, Giulio. I limiti andrebbero posti non tanto alla circolazione monetaria, ma alla sua velocità di circolazione e di scambio. Si stima che l'evasione fiscale solo in Italia si aggiri sui 250/300 miliardi per traffici illegali e lavoro nero. Eppure questa massa enorme sottratta allo Stato, insieme a tutto quanto gira attorno all'economia sommersa, produce comunque utilità anche se illegale e rientra in quei 3.100 miliardi di euro della produzione, che rappresentano la base dei conteggi del PIL nazionale e pro-capite. La realtà, purtroppo, è che la maggior parte di quelle attività illecite, sono trattate esclusivamente per contanti o con transazioni illegali che si avvalgono di Società fantasma o paradisi fiscali e la velocità di circolazione della moneta è molto alta, proprio come l'evasione fiscale...ma perché mi guardi così, Giulio? Pensi che stia diventando matto?"
"No, risponde Giulio sorridendo, "sappiamo benissimo che ormai è giunto il momento di percorrere qualche altra strada e forse rivedere alcune teorie sulla macro-economia ma... se mi consenti, da economista, torno alla domanda di poco fa alla quale non mi pare tu abbia risposto. Come pensi di limitare la circolazione monetaria. Eliminando forse il contanti?”.
"Vedo che ci intendiamo al volo, Giulio! Se il contanti è la linfa che alimenta l'evasione fiscale, la sua limitazione consentirebbe due eventi importantissimi. Il primo, combattere e abbattere l'evasione fiscale. Il secondo, di dimensioni ancora più importanti, evitare l'indebitamento dello Stato. In altre parole, e noi Giulio lo sappiamo da sempre, se lo Stato emettesse direttamente le banconote o la Banca d'Italia gliele cedesse a costi tipografici, pressoché nulli, lo Stato non si indebiterebbe ricorrendo in continuazione all'emissione di Bot, Cct, Btp ecc. Che ne pensi?"
"Non lo so, Silvio, ci devo pensare. Ma come pensi di impedire alle banconote in circolazione di passare da una mano all'altra per decine, forse per centinaia di volte evadendo il fisco, per chiudere transazioni illecite in nero: truffe, ricatti, estorsioni, tangenti, droga, contrabbando, prostituzione ecc.?"
"Con una riforma fiscale rivoluzionaria, Giulio, apri bene le orecchie: costituzione di un super sostituto d'imposta che operi le ritenute alla fonte in proporzione delle rispettive capacità contributive di ogni singolo contribuente, nel momento stesso in cui utilizza e movimenta le proprie risorse finanziarie”.
"Cosa..." grida Giulio, incredulo, “ ma stai scherzando? Sei proprio fuori di testa!”
"Niente affatto, Giulio. Ti faccio un esempio molto chiaro. Prendi lo stipendio di un impiegato, di un operaio o di un pensionato. Tutti e tre sono soggetti a ritenuta alla fonte, tramite sostituto d'imposta e l'evasione fiscale è ugale a zero. Mi sono quindi chiesto: se lo strumento per impedire l'evasione fiscale è il sostituto d'imposta, allora, se tutti noi, e dico tutti, venissimo considerati virtualmente dipendenti del Fisco, per la parte di reddito di cui ogni volta e in qualunque modo ne determinassimo la disponibilità e la tracciabilità tramite banca, uffici postali, esattorie autorizzate o altri enti aventi veste di sostituti, questi ultimi opererebbero la ritenuta alla fonte sulle somme movimentate versandola al Fisco, proprio come avviene da parte dei datori di lavoro, per i possessori di reddito fisso.”
“Ma Silvio”, replica Giulio: “così ti stai schierando con coloro che sostengono da anni la tassazione sulle rendite finanziarie”.
“Molto di più, Giulio. Dopo gli ultimi avvenimenti, le promesse non mantenute, qualche...problemino personale, dobbiamo agire d'anticipo per riappropiarci della credibilità e del consenso dei nostri sostenitori facendo una riforma fiscale che consentirà di ridurre le tasse del 50 % e stroncare l'evasione fiscale. Con il vantaggio però di raddoppiare le entrate fiscali e soprattutto cogliere l'obiettivo di realizzare una vera giustizia fiscale. Comunque, Giulio, maggiori dettagli, te li fornirò nei prossimi giorni. Ma adesso scusami, devo proprio andare."
“ Certo Silvio, ti lascio andare, ma prima toglimi un'ultima curiosità. Spiegami dove trovare le risorse per sanare i circa 1.900 miliardi di euro del debito pubblico? Non penserai mica di risolvere il problema penalizzando la sanità, la ricerca, l'innovazione, le fonti di energia alternativa o contare magari sulla riduzione degli sprechi nella amministrazione pubblica? Certamente, non credo, vorrai mettere di nuovo le mani nelle tasche degli italiani....?
“Assolutamente no, Giulio. Sugli sprechi c'è già un tuo collega un po' piu basso di me, che sta cercando di affrontare il problema. Per quanto riguarda le tasse non verranno aumentate perchè con l'istituzione del sostituto unico d'imposta per tutti i contribuenti, raddoppieranno le entrate tributarie dello Stato, proprio perché agiranno su tutta la massa monetaria circolante.
Veniamo al debito publico. Se al prodotto interno lordo si aggiungono i costi dei consumi intermedi, che l'attività produttiva deve sostenere per acquistare beni e servizi, da consumare o trasformare nei processi produttivi, si risale al costo totale della produzione, che, come ti dicevo prima è di circa 3.100 miliardi di euro. Inoltre, se al valore della produzione aggiungiamo i risparmi custoditi nelle banche, delle famiglie italiane e dalle società finanziare e non, per circa 800 miliardi di euro, più i 100 miliardi circa di banconote immesse in circolazione dalla Banca d'Italia, fanno 4.000 miliardi di euro.
Se a tutta questa massa monetaria volessimo applicare la metà della attuale pressione fiscale, il 20% su 4.000 miliardi produrrebbe un gettito di circa 800 miliardi, più del doppio delle attuali entrate tributarie, che mi dicevi essere di circa 380 miliardi. Volendo destinare, pertanto, solo la metà di questo enorme gettito alla cancellazione del debito pubblico, in poco più di quattro anni, il problema sarebbe risolto. Senza contare che i restanti 400 miliardi potrebbero essere investiti per la ricerca, il sociale, le infrastrutture, la riduzione di tasse per le categorie più deboli, sgravi fiscali per piccole, medie e grandi aziende che assumono giovani, precari e disoccupati. Altre domande, Giulio?"
"Si, Silvio, l'ultima. Come pensi di convincere la BCE, la Merkel, Sarkozy e gli altri partners europei?"
"Non è compito mio, Giulio. Sei tu il ministro dell'economia. Con Bossi me la vedo io. Vai, tranquillo. Se proprio ti dovessero dare del matto, puoi sempre dare la colpa a me. Ti saluto.

Luciano Eupizi -Francavilla al mare, (CH), 16/092011
email: onaicul@interfree.it
da: IOSIF
data: 22/09/2011 22.55.46
BEI TEMPI
ai miei tempi per un Milanese qualunque non si stava a perdere tanto tempo : due persone fidate lo andavano a prendere, lo portavano in un bosco, gli piazzavano un proiettille nel cranio e chiusa lì. BEI TEMPI
da: CELAVEVODURO
data: 21/09/2011 23.21.58
ANCORA POCHE ORE
SENTO GIA' TINTINNARE LE MANETTE
da: IOSIF VISSARIONOVIČ DŽUGAŠVILI
data: 29/08/2011 11.21.03
POL POT AL MINISTERO DELLE FINANZE.
UNA FINANZIARIA DA KMER ROSSI. ECCO QUELLO CHE CI STA PREPARANDO IL COMPAGNO GIULIO. LA PROPRIETA' E' UN FURTO, TUTTO VA STATALIZZATO, COME E' GIA' STATO FATTO CON LA BANCA D'ITALIA (VEDI CUBA DI FIDEL E DEL CHE), IL CETO MEDIO DEVE PROLETARIZZARSI.TUTTI I LAVORATORI AUTONOMI SONO EVASORI E QUINDI AFFAMATORI DEL POPOLO. LA FINANZA INTERNAZIONALE E LA DOTTRINA LIBERISTA SONO IL MALE ASSOLUTO DI CUI SI SERVONO LE DEMOPLUTOCRAZIE GIUDAICOMASSONICHE E L'INTERNAZIONALE SIONISTA PER SCHIAVIZZARE L'UMANITA
da: IOSIF VISSARIONOVIČ DŽUGAŠVILI
data: 29/08/2011 7.22.22
MI RIVOLTO NELLA TOMBA
Se avessi avuto di fronte degli statisti come questi avrei dominato il mondo. Di destra o di sinistra in maniera bipartisan una massa di incapaci senza attributi, preoccupati solo di essere "politicamente corretti" . Incapaci di controllare una crisi economica internazionale che è nata solo per isteria collettiva e mancanza di fiducia e certezze.In un ciclo economico caratterizato dai tassi a zero solo dei coglioni possono farsi sopraffare dalla psicosi collettiva dell'insolvenza .E tutte le volte che aprono bocca invece di fornire risposte peggiorano la situazione alimentando l'effetto a valanga della psicosi collettiva e rendendo reale una crisi che è nata soltanto da da paura e paranoie. E peggio ancora hanno fatto in politica internazionale : si sono fatti menare per il naso da Bin Laden e dalla sua banda di straccioni per dieci anni, dopo averli allevati e coccolati prima in Afghanistan e poi nei Balcani, e adesso si prodigano ad appoggiare la "Primavera Araba" senza rendersi conto di ricadere per l'ennesima volta nel medesimo errore. Gli unici a salvarsi sono il mio erede Putin e i compagni del Partito Comunista Cinese. E' ancora la vecchia scuola che vince.
da: IOSIF VISSARIONOVIČ DŽUGAŠVILI
data: 26/08/2011 12.17.59
NE HAI PER TRE CAGATE
CARO GIULIO, TI SEI FORSE DIMENTICATO DI ESSERE L' AZIONISTA DI MAGGIORANZA ENI ENEL SNAM TERNA EGP E MOLTO ALTRO????? E ADESSO TI AUTOMASSACRI DI TASSE?????? NON E UNA PARTITA DI GIRO,IL TESORO INCASSA DI TASSE QUELLO CHE NON PRENDE DI DIVIDENDI. E' UNA PRESA IN GIRO, PER DI PIU' DEMAGOGICA E DEVASTANTE PER I BILANCI DI SOCIETA' CHE SONO IN GRAN PARTE PATRIMONIO PUBBLICO. E SE IL MANAGEMENT DECIDESSE DI RIDURRE IL MONTEDIVIDENDI ED INCREMENTARE GLI INVESTIMENTI IN MODO DI DI RIDURRE UTILI E SUPERTASSAZIONE?????? TU CON TUTTO IL RISPETTO LO PIGLIERESTI NEL BAUGIGI DUE VOLTE, COME AZIONISTA E COME ESATTORE. ALTRO CHE ROBIN HOOD, MI RICORDI DI PIU' QUEL TALE CHE SI ERA TAGLIATO I COGLIONI PER FARE UN DISPETTO ALLA MOGLIE. DAMMI RETTA ESCI DALLA FORESTA DI SHERWOOD E CAMBIA MESTIERE PRIMA CHE TI COSTRINGANO A FAR LO I TUOI COLLEGHI AL GOVERNO.
da: ANTONIO DE IORGI (LA SPEZIA)
data: 12/08/2011 10.09.37
L' ITALIA È AL BIVIO, O SI ELIMINANO PRIVILEGI E SPRECHI O SI FALLISCE
Ricordo mia nonna che ripeteva un vecchio detto antico, mentre il medico studia il malato se ne va.
La nostra classe politica continua a studiare sul come risolvere la crisi e quali sono i rimedi da prendere.

Cosa aspettano che l’Italia fallisca, se ci troviamo in questa situazione la colpa e di tutti i politici che abbiamo avuto in passato e anche di quelli presenti, nessuno escluso.

Per risolvere il problema bisogna tagliare sprechi e privilegi ad occhi chiusi, senza guardare in faccia nessuno, bastano queste misure per trovare il capitale necessario per la manovra.

Il debito pubblico ci costa 200 milioni al giorno, e non si può più perdere tempo a pensare.

Se non si taglia con le buone, potrebbe succedere che si dovranno tagliare privilegi e sprechi con le cattive, e questa sarebbe una soluzione drammatica.

Il grosso degli Italiani non sopporta più di fare sacrifici, mentre la classe politica e la casta godono e sperperano.

Che diano un esempio concreto e sostanzioso, affinché gli italiani lo possono accettare, dopo, e solamente dopo, possono chiederci altri sacrifici.

Il nodo è arrivato al pettine, e di questo vicolo cieco bisogna uscirne al più presto.

Antonio De Iorgi

Pressione.Nord.Liberale/2006
© 2004-2007 wTremonti.com è un'iniziativa Pressione.Nord.Liberale/2006 - Scrivi a: staff@wtremonti.com